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Le Case Cavallini Sgarbi ospitano l’artista Antonio Stagnoli che affrescherà un muro della casa

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Ferrara, Via Giuoco del Pallone, 31\r\n22 e 23 gennaio 2011\r\nIl primo ospite delle Case Cavallini Sgarbi, appena inaugurate come luoghi di residenza per artisti e scrittori, sarà Antonio Stagnoli. Il pittore di Bagolino, con il suo gallerista Mario Zanetti, trascorrerà il prossimo weekend nella casa in cui Ariosto compose parti dell’Orlando Furioso. Stagnoli ha accettato l’invito di Elisabetta Sgarbi con entusiasmo e lavorerà a una tempera sul muro della casa ‘Caterina’. Cosi le case, nei prossimi mesi, raccoglieranno  segni, passaggi, affreschi e testimonianze dei più importanti artisti contemporanei che arricchiranno gli interni del Palazzo dell’Ariosto.\r\n\r\nAntonio Stagnoli (Bagolino, Brescia, 1922) ha una storia umana molto particolare: diventato sordomuto a due anni dopo un colpo di sole, rimase orfano a dodici anni. Ha passato la sua vita in orfanotrofio studiando all’Università di Brera con Carpi, De Amicis e Vittorini. Artista autentico, fa iniziare il suo lavoro dal mondo che abita: i suoi lavori prendono le mosse dalla millenaria realtà contadina. I suoi olii, le sue chine e i suoi pastelli riproducono la fatica, il sudore, di contadini e montanari chiusi, insieme ai loro animali domestici, nella loro indicibile e inabissata verità. Il suo lavoro si colloca nel filone della grande tradizione pittorica del realismo lombardo e bresciano. Indimenticabili sono i suoi lavori religiosi – il Polittico, La Madonna con bambino e la Crocefissione – anch’essi realizzati nel solco di quel realismo, variazioni mistiche della stessa umanità terrestre e dolente dei suoi disegni.\r\nDi Stagnoli hanno scritto molti critici da Vittorio Sgarbi a Franco Marcoaldi, da Fabrizio D’amico a Roberto Tassi. Elisabetta Sgarbi gli ha dedicato un docufilm Fantasmi di voce – Antonio Stagnoli, presentato alla 60° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.\r\nLa stessa Elisabetta Sgarbi sta curando un film conversazione tra il pittore e Pino Roveredo, lo scrittore figlio di genitori sordomuti, vincitore del Premio Campiello 2005 con Mandami a dire.\r\n\r\nSituate nel cuore di Ferrara, le Case Cavallini Sgarbi, furono costruite in epoca medioevale e appartennero al canonico Brunoro Ariosto fin dal 1471. Fu il fratello Niccolò che vi si stabilì e suo figlio Ludovico Ariosto vi abitò per lunghi periodi della sua vita.  L’edificio, che coniuga perfettamente le sue tracce medioevali con quelle rinascimentali, appartiene alla famiglia Cavallini-Sgarbi dal 1943. Prima di allora il palazzo era passato attraverso nobili famiglie ferraresi e, nel 1800 proprietario ne fu il paesaggista e critico d’arte Ferdinando Ughi che a sua volta, nel 1913, lo vendette al pittore Oreste Buzzi. Da sempre, dunque, questa dimora ha accolto poeti, critici d’arte, pittori ed è anche per questo, che l’attuale arredamento dei tre appartamenti valorizza alcune voci singolari dell’arte figurativa italiana: artisti Augusto Murer o come i contemporanei Claudio  Parmiggiani e Piero Guccione.\r\nIl progetto di Elisabetta Sgarbi per le tre case del palazzo, prende dunque il via: ospitare scrittori, attori, musicisti, artisti, studiosi di passaggio a Ferrara per ragioni di lavoro o ricerca, o semplicemente persone in cerca di luoghi abitati dalla cultura e dalla storia dove sia possibile come scriveva Charles De Brosses: incontrare gatti turchini.\r\n\r\nwww.lecasecavallinisgarbi.eu\r\nwww.antoniostagnoli.it\r\nFonte: Ufficio stampa: Alba Donati – Davis & Franceschini

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