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Sculture Vestite: un nuovo modo di pensare, vedere, concepire l’arte

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Dalle foto al disegno, dall’intarsio alla ricerca di materiali, dalla conoscenza delle stoffe alla capacità di scomporre una figura in piani, sono alcune delle caratteristiche che hanno fatto di STEFANO BRESSANI, il portavoce di una perfezione stilistica unica nel mondo dell’arte.\r\n\r\nLe “Sculture Vestite” dell’artista contemporaneo STEFANO BRESSANI, denotano l’originalità di uno stile di design unico. Le sue opere infatti catturano l’interesse di diverse realtà: le gallerie d’arte, il mondo del design d’arredo, il mondo della moda e i locali selezionati per particolarità, prestigio e attualità.\r\n\r\nLe “Sculture Vestite” di STEFANO BRESSANI aprono così il panorama su un nuovo modo di pensare, vedere e concepire l’arte.\r\n\r\n“Per un artista tutto è più complicato. Egli desidera ardentemente proporre la propria identità – che sia quella umana o quella, a maggior ragione, derivante dal suo lavoro. Ma come dargli torto? – afferma nella sua recensione Francesco Mutti, storico e critico d’arte – E’ un patto, una sorta di contratto: trovarsi a metà strada, donare qualcosa agli altri. L’artista concede l’eternità. Coloro che si prestano donano le loro vite. Ed è, alla fin fine, uno scambio equo. STEFANO BRESSANI ha fermamente voluto e trovato la propria identità: cercando di farsi strada, incuneandosi così come i tasselli delle sue opere, negli strati multiformi di quell’arte contemporanea a noi più vicina. E ha compiuto questo passo cambiando se stesso, modificando ciò che pensava dell’arte (prima) e delle tecnica (durante) per arrivare a soluzioni che gli permettessero di esprimere ciò che desiderava: quell’innata sensibilità che giorno per giorno lo voleva coinvolto in prima persona, sempre. Ha addirittura dovuto direzionare la sua metamorfosi, in corso d’opera, fermandosi e ripartendo, quando ha sentito la spinta a dialogare direttamente con la contemporaneità: non esiste arte senza idee; non esistono idee senza tecnica. E, di conseguenza, non esiste unicità d’arte se non si propone un’unicità di tecnica.\r\n\r\nBRESSANI ha tentato, prima che affrontare il “problema dell’arte”, di costruirsi la tecnica: qualcosa che fosse assolutamente suo, personale, che invadesse ogni esperienza artistica che la sua vita gli aveva proposto, prendendo da ognuna di queste qualcosa; e che gli restituisse una tecnica misurata ma solida ed efficace, di cui fosse il solo e unico depositario.”\r\n\r\nSTEFANO BRESSANI nasce a Pavia il 2 marzo 1973. Vive nella città natale dedicandosi fin dalla tenera età alla passione per il disegno. Le prime opere a carboncino raccontano un percorso evolutivo in cui l’artista impara la disposizione di luci e ombre. In seguito si accosta alla tecnica dell’acquerello per ritrarre ciò che secondo lui sintetizza il concetto più assoluto di morbidezza legato all’ambiente che lo circonda: le colline Pavesi.\r\n\r\nSpinto dall’esigenza sempre più insistente di evadere verso l’esagerazione della forma e del colore, STEFANO BRESSANI è attratto dalla semplicità con cui i tessuti riescono a rendere piene le aree che egli scompone per la costruzione delle proprie figure. Studia l’anatomia del corpo umano focalizzandosi su alcuni aspetti della fisiognomica che lo portano a sperimentare nuovi abbinamenti materici, punto di partenza verso quelle che saranno le sue nuove e uniche opere a distinguersi dal panorama artistico.

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