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WWF : ECCO LA RICETTA PER IL SUCCESSO DEI NEGOZIATI SUL CLIMA

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Il WWF pubblica un elenco di “prescrizioni politiche” per le undici nazioni più influenti del mondo, UE compresa, da portare al tavolo dei negoziati sul clima delle Nazioni Unite, in occasione dei colloqui preparatori sui cambiamenti climatici che partono a Città del Messico questa settimana, in vista del vertice di Cancun.\r\n\r\nDelegazioni provenienti da circa 30 paesi sono riuniti a livello ministeriale a Città del Messico il 4 e 5 novembre per gettare le basi per il successo dell’incontro di Cancun, dove i ministri dell’ambiente si incontreranno a fine novembre per unire gli sforzi verso un accordo globale sul clima.\r\n\r\n”Questi undici inerlocutori non hanno fatto abbastanza a Copenaghen”, ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF. “Il WWF sta fornendo la ricetta politica giusta per rimettere in salute i colloqui”.\r\n\r\nSecondo il WWF, quello che succederà a Cancun sarà fondamentale per mettere insieme un accordo globale e ricostruire la fiducia dopo che il mondo non è riuscito a raggiungere un accordo a Copenaghen l’anno scorso. I governi hanno accettato di negoziare un equilibrato “pacchetto di Cancun”, la questione è ora che cosa questo pacchetto dovrebbe contenere.\r\n\r\n”L’incontro di Cancun in sé potrebbe non portare a un nuovo accordo sul clima. Ma se i governi daranno prova di leadership c’è spazio per un po’ di ottimismo – gli elementi per rendere i negoziati di Cancun un successo ci sono”, ha aggiunto Midulla “I leader mondiali devono cogliere questa opportunità per fare dei concreti passi in avanti su questioni cruciali e stabilire a Cancun i tempi per il raggiungimento di un accordo significativo sul clima legalmente vincolante nell’ambito dell’UNFCCC entro la fine del 2011 in Sud Africa”.\r\n\r\nI governi degli undici paesi analizzati hanno da giocare un ruolo fondamentale di leadership, arrivando con impegni concreti sulla base di provvedimenti legislativi e amministrativi a livello nazionale. Altri paesi possono contribuire sostenendo e incoraggiando iniziative del genere.\r\n\r\nI paesi industrializzati, dall’Unione Europea al Giappone, alla Russia e agli Stati Uniti dovrebbero arrivare a Cancún impegnandosi senza riserve ad assumere obiettivi di riduzione delle emissioni giuridicamente vincolanti che corrispondono alle indicazioni della comunità scientifica. Questi Paesi dovrebbero anche impegnarsi a porre in essere dei piani d’azione nazionali a lungo termine per il rapido sviluppo di un’economia a zero carbonio.\r\n\r\n”Gli impegni sulla riduzione delle emissioni dichiarati a Copenhagen sono chiaramente troppo bassi e i governi – in particolare dai paesi sviluppati – devono riconoscerlo formalmente e avviare una revisione sul modo di colmare la lacuna della mitigazione”, ha dichiarato Midulla.\r\n\r\nIl finanziamento per le nazioni più povere è condizione cruciale e abilitante di tutto il processo: oltre ai 30 miliardi di dollari impegnati per un finanziamento fino al 2012, i governi dei paesi sviluppati devono mostrare come onoreranno l’impegno di Copenaghen di 100 miliardi di dollari entro il 2020.\r\n\r\nUn prelievo imposto al settore del trasporto aereo e marittimo o una Tassa sulle Transazioni Finanziarie sono due opzioni promettenti.\r\n\r\nTali impegni da parte delle nazioni industrializzate aiuteranno anche le economie emergenti a dimostrare a Cancun che sono in grado di impegnarsi portando azioni di mitigazione appropriate a livello nazionale (NAMA) .\r\n\r\nI governi devono inoltre concordare in che modo garantire che i negoziati di Cancun portino a un accordo giuridicamente vincolante nell’ambito dell’UNFCCC che entri in vigore entro il 2012.\r\n\r\nA Cancun una decisione deve essere presa anche sul processo di negoziazione futuro.\r\n\r\nCina, Russia, UE e altre nazioni hanno un ruolo importante da svolgere per trovare una via d’uscita, tra cui assicurare il futuro per il Protocollo di Kyoto.\r\n\r\nI governi infine hanno la necessità di concordare su un punto cruciale, cioè in che modo garantire che le azioni nazionali e i piani di finanziamento sono misurabili e verificabili (MRV). Le recenti discussioni sulle MRV sono in fase di stallo, in particolare tra Cina e Stati Uniti. I governi chiedono informazioni su quello che altri paesi hanno raggiunto, ma non corrispondono a queste richieste con analoghe responsabilità verso la comunità internazionale.\r\n\r\n” I negoziati hanno bisogno di una scossa, ne va del futuro del Pianeta e dell’Umanità: concertarsi sugli ostacoli e non sul paziente, il Pianeta appunto, vorrebbe dire che le nostre sorti sono affidate a persone che non sanno svolgere il proprio compito”, ha concluso Midulla.

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