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APERTURA CACCIA WWF: OCCASIONE PERSA PER RISPETTARE LA FAUNA E I DIRITTI DELLA COLLETTIVITÀ

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Domenica 19 si è aperta la caccia in quelle pochissime regioni (solo 2 Piemonte e Liguria e le Province di Trento e Bolzano) che hanno aspettato la data regolare di apertura per la stagione venatoria stabilita dalla legge: la terza domenica di settembre. In tutte le altre Regioni si spara già da tre settimane, con un danno gravissimo inferto alla fauna selvatica che viene colpita nel periodo delicatissimo di riproduzione, di cura dei piccoli e di preparazione per i lunghi voli che moltissime specie di uccelli si apprestano ad iniziare verso i luoghi di sosta invernale.\r\n\r\nFulco Pratesi Presidente onorario WWF Italia ha detto ”Quello che tutto il mondo non capisce (vedi l’inchiesta di Jonathan Franzen sulla caccia in Italia, Malta e Cipro pubblicata sul New Yorker a luglio con un’ intervista al sottoscritto) è come sia possibile che l’1% della popolazione possa arrogarsi il diritto di aggredire a suo piacimento il patrimonio faunistico di proprietà anche del restante 99% degli italiani” .\r\n\r\nIl WWF ribadisce il giudizio completamente negativo sulla mancata applicazione da parte delle Regioni italiane della nuova legge (Art. 42 della Legge comunitaria 2009) , approvata dal Parlamento italiano a luglio, ma del tutto disattesa dalle Amministrazioni regionali. Queste non hanno neanche tenuto conto delle indicazioni dell‘Ispra (Istituto Superiore Ricerca Ambientale organo tecnico- scientifico dello Stato) che il 29 luglio scorso ha inviato a tutte le Regioni un importante documento (“Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della legge n. 157/92, cosi’ come modificata dalla legge comunitaria 2009, art. 42”), che stabilisce che, per molte specie di animali selvatici, la caccia in Italia dovrebbe aprirsi il 1° ottobre e chiudersi il 20 gennaio, mentre per altre andrebbe almeno temporaneamente sospesa e per molte altre specie la caccia potrebbe essere autorizzata solo in presenza di “piani di gestione” che ne valutino la consistenza e lo stato di “salute”. La risposta delle Regioni è persino peggiore degli anni passati: numerose e gravi violazioni delle norme della Legge quadro sulla caccia, sia quelle precedenti alla riforma dell’art. 42 (ad esempio le preaperture, la mancata tutela delle “Zone di Protezione Speciale”, la caccia in deroga), sia quelle “nuove” – ma che in realtà l’Europa ci chiedeva di applicare dal 1979 – richiamate anche nel parere dell’ISPRA.\r\n\r\nAlcuni casi particolarmente gravi sono stati fermati solo grazie alle nostre proteste e diffide: Veneto e Lombardia volevano riapprovare la barbara ed illegale pratica della “caccia in deroga”, determinando l’uccisione di milioni di piccolissimi uccelli, protetti dall’Unione Europea. Una buona notizia arriva proprio in questi giorni da Trento dove il Comitato Faunistico Provinciale ha sospeso per questa stagione la caccia alla pernice bianca e alla coturnice. Un risultato arrivato grazie alle pressioni e all’attività divulgativa del WWF sul territorio, con il coinvolgimento della popolazione e l’appoggio della Provincia Autonoma a cui vanno i ringraziamenti dell’associazione. Dopo l’approvazione pochi mesi fa dell’art. 42 della Legge Comunitaria, questa stagione venatoria avrebbe potuto segnare la svolta, la stagione di un prelievo venatorio finalmente basato non sulle richieste e i desiderata dei cacciatori ma su solide basi scientifiche. Niente di tutto questo è però avvenuto.\r\n\r\nPoiché le note e le diffide inviate di concerto con altre associazioni a giugno a tutte le Regioni non sono risultate sufficienti, ora il WWF tornerà nelle Aule dei Tribunali amministrativi regionali per chiedere attraverso numerosi ricorsi l’applicazione ed il rispetto delle regole da parte di Regioni e Province, per la tutela della fauna selvatica e dell’ambiente, dovere stabilito anche dalla Costituzione, per garantire l’adeguamento della gestione dell’attività venatoria alle regole stabilite dall’Unione Europea ed ormai introdotte anche nel nostro Paese. Il comportamento delle Regioni conferma la grande carenza di attenzione per la tutela della fauna selvatica ed il sostanziale inadempimento di leggi italiane ed europee, nonostante l’anno della Biodiversità che avrebbe dovuto suggerire l’opportunità di ben altra condotta. Tutto ciò in contraddizione con la sensibilità del Parlamento che ha approvato l’art. 42 e con un sondaggio promosso in questi giorni dalle stesse associazioni di cacciatori (condotto da Astra) che rivela che il 47% degli italiani è contro la caccia, mentre un 43% si dice “non contrario alla caccia” per principio ma la accetta solo se “normata, limitata, responsabile e sostenibile”. Solo il 10% è quindi favorevole ad una caccia senza regole adeguate come quella attuale. L’importanza del pieno rispetto delle regole viene ribadita anche dal Corpo Forestale che proprio in questi giorni ha stilato un elenco di 12 consigli per essere un “cacciatore a norma di legge”. Proprio per vigilare sul rispetto delle regole, come ogni anno sul territorio ci sono anche le 350 guardie volontarie venatorie del WWF che lavorano in stretta collaborazione con l’Autorità Giudiziaria.\r\n\r\nIl lavoro delle Guardie è documentato anche dai numerosi video caricati su You Tube nel canale WWF alla pagina http://www.youtube.com/view_play_list?p=A2C3A0384192FCDB\r\n\r\nFonte: WWF

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